Adagiata nella parte meridionale del Monte Conero, la sua insenatura a gomito racchiude l' area portuale dominata dall' alto dalla cattedrale di S. Ciriaco, che vede sorgere e tramontare il sole nel mar Adriatico.
I ritrovamenti fanno risalire alla prima età del Bronzo; i successivi sviluppi vedono esuli Siracusani e popolo Piceno intenti allo sviluppo di un florido commercio con l' oriente oltre che alla produzione di ceramica, porpora, lana e cosmetici.
La potenza economico/militare, unita all' importanza strategica della sua posizione portarono Ancona a far parte della grande Roma che ne potenziarono le strutture.
Al centro di successive contese nei successivi secoli passò dal dominio Bizantino, a libero Comune, a Repubblica Marinara, ottenendo nel 1447 da Eugenio IV la riconferma dello status di repubblica sotto la protezione papale per poi passare definitivamente sotto lo Stato Pontificio.
Dopo una breve parentesi sotto l' Impero di Napoleone, nel 1860 l' annessione al Regno d' Italia e la continuazione dell' espansione urbanistica, anche al di fuori delle mura, e commerciale.
Il 24 maggio 1915 subì un bombardamento Austriaco; ma fu nel 1943-44 che si concentrarono i ben più pesanti bombardamenti alleati (circa 160 assalti) che rasero al suolo gran parte della città medievale e rinascimentale snaturandone l'aspetto.
Altre calamità naturali (come il terremoto del 1972) colpirono il territorio e in particolare il centro storico, che oggi si vede protagonista di un lento ma consistente restauro e riqualificazione.
Da vedere: Lazzaretto, Porta Pia, Teatro delle Muse, Chiesa del SS. Sacramento, Palazzo Benincasa, Palazzo Cresci Antiqui, Loggia dei Mercanti, S. Maria della Piazza, Lungomare Vanvitelli, Arco di Traiano, Cattedrale di S. Ciriaco, Anfiteatro romano, Palazzo del Senato, Palazzo Ferreti, Palazzo degli Anziani, chiesa del Gesù, S. Francesco delle Scale, Pinacoteca comunale "Francesco Podesti", Palazzo del Governo, Piazza del Plebiscito, Corso Mazzini, Piazza Cavour, Viale della Vittoria, Monumento ai Caduti, Passetto.
In evidenza: Lo stoccafisso all' Anconetana: piatto simbolo della cucina anconetana nato dalle rotte commerciale nel Mar Baltico dove i merluzzi essiccati nutrivano l' equipaggio nel ritorno a casa. L' incontro con la cucina anconetana lo arricchì di aromi dell' orto, olio e vino.
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L' antica cittadina (con importanti architetture del XV e XVI sec.) è legata all' indissolubile ricordo del poeta Giacomo Leopardi: la torre antica (convento di S. Agostino), le quiete stanze (rallegrate dal canto di Silvia), il colle dell' infinito, le strade e piazze del natio borgo evocano suggestioni di un' atmosfera unica ed irripetibile.
Di interesse sono la Piazza Leopardi, il Museo Villa Colloredo Mels (noto soprattutto per la raccolta di dipinti di Lorenzo Lotto; chiuso il lunedì), S. Agostino, la Piazza del Sabato del Villaggio (suggestiva, intrisa di ricordi leopardiani), Palazzo Leopardi (tuttora abitato dai discendenti).
link:
www.giacomoleopardi.it
La tradizione vuole che il borgo si sia sviluppato attorno alla casa di Nazareth dove Gesù dimorò dopo il ritorno dall' Egitto arrivata direttamente dalla Palestina. La prima notizia della presenza di un luogo di culto risale al 1294, ma fu nel 1469 che Paolo II ordinò la costruzione della basilica e di tutte le strutture necessarie al pellegrinaggio. In Europa forse solo a Lourdes esiste un altrettanto afflusso di fedeli.
Di interesse sono la Piazza della Madonna, il Santuario della Santa Casa, il Palazzo apostolico.
Capitale mondiale nella produzione di fisarmoniche, Castelfidardo regala all' arte della costruzione di questi strumenti musicali il Museo internazionale della Fisarmonica (un tour attraverso più di 150 esemplari e oltre un secolo di storia).
Castelfidardo è anche nota per lo scontro del 1860, decisivo per le sorti del Regno d' Italia, che vide fronteggiarsi le forze sabaude e pontificie: evento ricordato sia all' ingresso dell' abitato dal monumento al generale Enrico Cialdini, sia nel Museo del Risorgimento all' interno del cinquecentesco palazzo Mordini.
Centro ricco di storia nell' immediato entroterra collinare anconetano fondato nel VII-VI secolo da coloni greco-siculi.
Da vedere sono il Duomo, il Battistero, il Palazzo Comunale, il Santuario di S. Giuseppe da Copertino, il Palazzo Campana e la splendida vista sulle colline della zona che racchiudono verso sud Castelfidardo, Loreto e Recanati.
Curioso il nomignolo degli abitanti, "i senza testa", dovuto alle statue decapitate presenti all' interno del palazzo Comunale.
Antico borgo a 306 m. cresciuto attorno alla possente Rocca risalente al 1454-56 costruita dagli anconetani per contenere i rivali osimani. La rocca,di stile medievaleggiante (anche se pensata per le più moderne armi da fuoco del periodo), è aperta alla visite da fine aprile a fine settembre.
Soprannominata "la Milano delle Marche", Jesi unisce la laboriosità e industriosità all' innata propensione alla cultura. Il nucleo centrale, elevato rispetto alla zona periferica, è racchiuso da una fortificazione di mura, bastioni e fortini risalenti al '300: un colpo d' occhio tipicamente da borgo medievale. Degne di nota sono Piazza Federico II, via Pergolesi, il Palazzo della Signoria e il Teatro Pergolesi.
Un tipico prodotto della zona è il Verdicchio: un vino che nasce dalle sinuose colline attorno a Jesi, lungo i pendii che stringono la valle dell' Esino, con una tecnica che arriva direttamente dagli Etruschi. La natura del territorio e il clima della zona rendono questo prodotto un eccellente vino bianco dall' aspetto cristallino, dal tenue colore giallo con riflessi verdognoli. La produzione di verdicchio ricopre attualmente l' 80% dell' intera produzione marchigiana. Jesi ospita tra l'altro l' Enoteca regionale, nello storico palazzo Balleani.
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Il più noto dei monumenti è il neoclassico Sferisterio, nato come stadio per incontri di "pallone al bracciale" e divenuto un importante palcoscenico per spettacoli e concerti. Le mura esterne, quasi intatte, racchiudono la vecchia cittadina, ricca di storia.
Di particolare interesse Piazza Garibaldi, Corso Matteotti, Piazza della Libertà, Corso della Repubblica, il Duomo e, come detto, lo Sferisterio.
Fabriano si trova circondata da dolci colline e da monti dell'Appennino umbro-marchigiano, attraversata dal torrente Giano.
La sua felice posizione favorì fin dalla preistoria l'insediamento di comunità stabili e le successive espansioni nel periodo romano, pontificio fino alle espansioni dell' 800 influenzate dall' arrivo della ferrovia Ancona - Foligno.
Da vedere il Palazzo del Podestà (splendido edificio pubblico eretto nel 1255 interamente in pietra bianca di Vallemontagnana), la Fontana Sturinalto, il Palazzo comunale (antica dimora dei signori della città fino al 1435), la Cattedrale di San Venanzio, Museo della Carta e della Filigrana (ha la sua sede all'interno di uno dei più bei complessi monumentali della città, il convento di San Domenico; è stata ricostruita fedelmente una cartiera medievale, la visita, di 1 ora circa, include una dimostrazione dal vivo della produzione della carta a mano), Complesso San Domenico, Chiesa del Sacro Cuore, Chiesa di S.Filippo, Loggiato San Francesco, Oratorio della Carità, Chiesa Santi Biagio e Romualdo, Chiesa di Sant’Onofrio o Scala Santa, Chiesa di Sant'Agostino, Chiesa di Santa Caterina, Collegiata di San Nicolò, Edicola Chiesa S.Maria del Piangato, Museo Farmacia Mazzolini Giuseppucci, Pinacoteca Civica "Bruno Molajoli".
www.fabrianoturismo.itwww.museodellacarta.com